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- Il Drago
Creatura
fantastica capace di volare nel cielo,
animale yang per eccellenza, simbolo dell’essenza
vitale dell’universo (il qi) oltre che dell’Imperatore;
indissolubilmente legato alla Cina ed ai suoi abitanti,
"terra del Drago" e "figli del Drago".
Ma perché il Drago, e da dove esso trae
origine?
Circa 6.000-7.000 anni fa esistevano in Cina molte tribù,
ognuna con un suo animale-totem protettore. Una di tali
tribù, stanziata lungo il corso medio-inferiore
del Fiume Giallo, aveva come totem una specie di serpente,
detto Long, Drago. La tribù del drago, molto forte,
riuscì a conquistare e ad annettere numerose altre
tribù; ad ogni vittoria veniva aggiunto al loro
totem un particolare del totem avversario. Alla fine,
il Drago presentava il corpo del serpente, le corna del
cervo, la testa del cammello, gli occhi della lepre, il
ventre dell’ostrica, le scaglie della carpa, gli
artigli dell’aquila, le zampe della tigre, le orecchie
del toro, la bocca del leone.Il "Long" veniva
rappresentato inizialmente con il corpo del serpente e
la testa di Fu Xi (l’inventore dei trigrammi e del
Grafico del Cielo Anteriore) o di Niu Wa, sua sorella
e moglie (nella Genesi cinese rappresentano i progenitori
del genere umano); nel XXVI secolo, la testa era quella
del famoso Imperatore Giallo.Poi, con il passar del tempo
e delle dinastie, l’immagine del Drago subiva varie
trasformazioni sia stilistiche che sostanziali, arricchendosi
sempre di più: la testa diventava squadrata ed
il corpo meno tozzo, spuntavano le pinne dorsali, si ingrandivano
le scaglie, compariva una bella barba, talora sgorgava
il fuoco dalle sue fauci, ecc., fino a raggiungere l’aspetto
definitivo sotto le dinastie Tang (618-907) e Song (960-1279).
Secondo un’antica leggenda cinese, nel Fiume Giallo
viveva una grande carpa che, a differenza degli altri
pesci, invece di seguire la corrente ed andare verso il
mare, si orientava con grande sforzo nel senso opposto
alla corrente e risaliva lentamente il fiume, cercando
di raggiungere le sorgenti. Ad un certo punto arrivò
esausta alla diga del drago, raccolse per lungo tempo
le sue forze ed infine spiccò un balzo prodigioso
per superare la diga; nel momento in cui si stacco dalla
superficie delle acque si trasformò miracolosamente
in un drago dorato che, volando nel cielo, conquistò
tutta la libertà che non possedeva prima.La leggenda
non è una semplice favola, ma è profondamente
impregnata dell’essenza filosofica del Taoismo:
scopo del saggio è infatti tendere al raggiungimento
del Tao, origine dell’esistenza, camminando lungo
la sinuosa linea dell’armonia tra lo Yin e lo Yang,
rappresentata nel simbolo stesso del Tao. Del resto, nel
Drago, è insito il concetto fondamentale dello
Yin e dello Yang ed il Drago stesso rappresenta la Grande
Armonia tra Yin e Yang: la bocca del leone esprime la
potenza (yang) mentre le corna del cervo esprimono l’obbedienza
(yin), così come gli artigli dell’aquila
sono simbolo di forza (yang) e il corpo morbido del serpente
lo è di debolezza (yin).....
... e chissà quante altre cose potrebbe raccontarci
di sé il Drago!
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